La scala di Giacobbe

apr 29th, 2020 | scritto da | inserito in Il Terzo Occhio, Racconti di Evus
La scala di Giacobbe

Rilievo del portale della cattedrale di Trani che rappresenta il sogno in cui Giacobbe lotta con l’Angelo

Nell’Antico Testamento, e più precisamente nel Libro della Genesi, un enigmatico passo descrive il sogno che Giacobbe, figlio di Isacco, fece in un luogo in origine chiamato Luz e in seguito da lui rinominato Beith-El , toponimo quest’ultimo che in ebraico significa “casa di Dio”:
Ecco cosa si legge nel Libro della Genesi:
“Capitò così in un luogo, dove passò la notte, perché il sole era tramontato; prese una pietra, se la pose come guanciale e si coricò in quel luogo. E sognò. Ed ecco una scala appoggiata sulla terra, la cui cima toccava il cielo, ed ecco gli angeli di Dio, che salivano e scendevano per la scala. E come Giacobbe si fu svegliato dal sonno, disse: – Certo, Dio è in questo luogo ed io non lo sapevo! Ed ebbe paura, e disse: – Com’è tremendo questo luogo! Questa è la casa di Dio, e questa è la porta del cielo! E Giacobbe si levò la mattina di buon’ora, prese la pietra che aveva posto come suo capezzale, la eresse in monumento, e versò dell’olio sulla sommità d’essa. E chiamò quel luogo Beithel, ma prima il nome della città era Luz” (Genesi, 28, 11-19).

Io credo che quella pietra scelta dal patriarca come capezzale, rappresenti simbolicamente un luogo sacro e numinoso, un luogo che indica la presenza del divino. La pietra descritta nel Vecchio Testamento, sulla quale Giacobbe appoggiò il capo e si addormentò, rappresenta il luogo simbolico in cui il figlio di Isacco incontrò Dio!

Il testo biblico prosegue poi descrivendo la lotta tra Giacobbe e un misterioso uomo dall’aspetto di un angelo. Si tratta della cosiddetta “teomachia”. Tale lotta si svolse in sogno e durò per tutta la notte fino al sopraggiungere dell’alba.  Alla fine, vedendo che non poteva vincerlo, l’angelo avrebbe reso Giacobbe claudicante.

Ecco le parole esatte tratte dal Libro della Genesi:
“Giacobbe rimase solo e un uomo lottò con lui fino all’apparir dell’alba.
E quando quest’uomo vide che non lo poteva vincere, gli toccò la giuntura dell’anca; e la giuntura dell’anca di Giacobbe fu slogata, mentre quello lottava con lui. E l’uomo disse: – Lasciami andare, perché spunta l’alba. E Giacobbe: – Non ti lascerò andare prima che tu m’abbia benedetto!” (Genesi 32, 24-26)
Si tratta di testi sacri di difficile comprensione, perché altamente simbolici. Difficile commentarli e cercare di spiegarne il significato più profondo. Non resta che affidarsi alla parte più irrazionale di noi, per provare a comprenderli. La parte di noi che sogna, ad esempio, o la parte che crea attraverso l’arte e la poesia…
Così, ispirata e affascinata dall’enigmatico sogno di Giacobbe, ho scritto di getto questa breve paesia che vi propongo.
La frase è dipinta sopra il portale di una chiesa di Costacciaro, piccolo comune in provincia di Perugia

Questa frase, tratta dal libro della Genesi, è dipinta sopra il portale di una chiesa di Costacciaro, comune umbro che si trova ai piedi del Monte Cucco

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Cosa mi spinge a raccogliere una pietra qualunque,

a osservarla per scoprire quanto sia originale…

In un dipinto mi parla un dettaglio,

in ogni lettera un numero,

nel cielo stellato l’astro che è il più lontano…

Cos’è che mi spinge verso archetipi e miti,

sulle tracce di spiriti antichi, di simboli sacri…

Cos’è che m’invita a svelare misteri,

a indagare sul Senso che sembrava perduto,

a cercare nel tempo l’Omega e l’Alpha…

Cos’è che mi spinge a salire,

con ardore e stupore,

gradino dopo gradino?

Gli angeli salgono e scendono,

e la scala tra il Cielo e la Terra invita a salire.

Eppure Giacobbe ha lottato e alla fine ne è uscito sciancato!

Ciò nonostante noi proseguiamo nella Cerca del Graal,

instancabili e impavidi  ci distacchiamo dall’effimera Maja,

dall’illusoria Realtà…

Quella scala ha 7 pioli,

ha radici nel grembo materno,

quella scala è la nostra colonna,

33 le sue vertebre come gli anni di Cristo.

Incarnata in un corpo prigione,

vibra l’Anima in cerca di Animus,

perché l’Uno si trasformi in Due

perchè il Due all’Uno faccia ritorno.

Cos’è tutto questo se non ricongiungersi a Dio?

Nel Mistero una rosa si schiude,

come un fiore di loto si apre,

espandendo nel cosmo e nell’etere

Luce.

Rosa a rilievo sul portale della chiesa templare di San Bevignate a Perugia

Rosa scolpita a rilievo sul lato sinistro del portale di San Bevignate, chiesa templare duecentesca di  Perugia (foto A. Bazzoli)

 

Antonella Bazzoli -  9 marzo 2016 (aggiornato 29 aprile 2020)