Februarius. Da Juno Februata alla purificazione di Maria.

gen 10th, 2020 | scritto da | inserito in Editoriale
A Febbraio un pescatore siede sulla sponda del Trasimeno, sotto il segno dei Pesci

A Febbraio un pescatore siede sulla sponda del Trasimeno, sotto il segno dei Pesci

Due pescatori, una cesta piena di pesce e l’acqua del lago Trasimeno. Sono i protagonisti di Febbraio, scolpiti a rilievo  nel ciclo dei mesi della Fontana Maggiore di Perugia. Il legame tra il secondo mese dell’anno e l’elemento acquatico è evidente anche dalla presenza del dettaglio in alto a sinistra che rappresenta la costellazione dei Pesci: il simbolo zodiacale domina le due formelle dedicate a febbraio nel bacino inferiore della fontana medievale realizzata nel 1278 da Nicola e Giuovanni Pisano.

La scena testimonia anche l’importanza dell’attività ittica per l’economia perugina del XIII secolo. La pesca era un sostentamento e una fonte di guadagno non solo per i villaggi lacustri ma anche per il comune perugino che comprendeva all’epoca il territorio del Trasimeno. La figura scolpita nella vasca superiore a lato della personificazione di Perugia è la cosiddetta Domina Laci, come recita l’iscrizione, ovvero la Signora del Lago rappresentata nell’atto di offrire al potente comune di Perugia il pesce che tiene tra le braccia.

L’acqua è anche l’ elemento che “purifica” e non stupisce quindi ritrovarlo a februarius , mese dedicato da sempre ai riti di espiazione e di  purificazione. Lo stesso nome del mese deriva dal latino februa che significa ‘mezzi di espiazione’, con chiaro riferimento a quei rituali purificatori che anticamente si svolgevano in attesa di marzo, in vista del rinnovamento della natura. Non a caso, nel calendario festivo dell’antica Roma, Juno Februata (Giunone purificata) veniva celebrata durante il plenilunio di metà febbraio.

086E non a caso, proprio in questo stesso mese, si celebravano nel calendario religioso di Roma antica i Lupercalia, rituali di purificazione e fecondazione simbolica che sopravvissero al cristianesimo almeno fino al V secolo.
Lo stesso accadde alle antiche fiaccolate che si tenevano a Roma alle calende del mese per salutare il ritorno della luce: era una tradizione ancora viva al tempo di papa Gelasio I e pare sia stato proprio questo pontefice a trasformare tali tradizioni pagane in processioni cristiane legate al nuovo culto della Vergine.
Fu attraverso un tipico processo sincretico che la consuetudine  precristiana delle fiaccolate confluì intorno al VI secolo nella nuova festa della Candelora, ricorrenza del 2 di febbraio in cui si celebra la presentazione di Gesù al Tempio, e che in origine coincideva anche con la festività della purificazione di Maria.
Secondo la legge ebraica, infatti, le puerpere potevano entrare nel tempio, dopo essere state purificate, solo trascorsi quaranta giorni dal parto.

Ma febbraio non è soltanto il mese della purificazione. E’ anche il tempo del latte materno, da sempre associato all’acqua, al femminile, alla fertilità delle donne. E infatti un tempo, negli ambienti agropastorali, si ricorreva alle virtù terapeutiche di certe acque ritenute miracolose per assicurare alle puerpere l’alimento indispensabile alla sopravvivenza dei neonati.
Il culto medievale per la Madonna del Latte e per le  ‘sante galattofore’ non a caso è attestato in varie parti dell’ Europa cristiana, soprattutto in prossimità di laghi, sorgenti, grotte sacre e fonti ritenute miracolose.

Antonella Bazzoli