Piccole tessere di un grande mosaico

ott 2nd, 2020 | scritto da | inserito in Editoriale

Particolare di un pavimento musivo di età romana in pessimo stato di conservazione, fotografato ad Alba Fucens

Proviamo a paragonare la nostra storia passata ad un antico mosaico, fatto di tante minuscole tessere.
Con il passare dei secoli è naturale che si formino ampie lacune e che alcune parti del mosaico vadano perdute.
Ma immaginiamo che ognuno di noi abbia la possibilità di prendere parte al restauro di questa grande opera musiva che abbiamo scelto come allegoria della Storia.
Ecco allora che ogni singolo contributo, per quanto piccolo e marginale che sia, potrà rivelarsi utile alla ricostruzione e alla comprensione dell’opera originale nel suo insieme.
Gli articoli e le ricerche di Evus nascono con questo modesto obiettivo: provare a ritrovare piccole parti, andate perdute nel grande mosaico della Storia, e tentare di ricollocarle al proprio posto nell’ intento di recuperare, ricostruire e conservare quella che doveva essere la Grande Opera originale.
Perché anche il più piccolo tassello del mosaico della nostra Storia, e persino la tessera che isolatamente può apparire inutile ed insignificante, assumono – se inseriti e integrati nel contesto originale – un significato determinante ed universale.
Lo sforzo è grande, l’obiettivo è ambizioso: si tratta di ritrovare le nostre radici, di ricostruire storie passate che rischiavano di essere dimenticate e, soprattutto si tratta di ridare vita al nostro passato, rintracciandolo e riportandolo in vita nel qui ed ora, nell’ hic et nunc, nel nostro presente!
particolare di un mosaico paleocristianoCome in un grande puzzle multicolore, l’augurio è che le minuscole tessere ritrovate possano arricchire il mosaico della nostra storia di infinite sfumature e cangianti, ricostruendo sogni e profezie, riti e tradizioni, simboli e geometrie sacre, archetipi e miti.
L’augurio è che giorno dopo giorno piccole e grandi storie si rivelino a noi attraverso il linguaggio di simboli e icone. Piccole e grandi storie di eventi realmente accaduti, ma anche di sogni e speranze di uomini e donne venuti prima di noi.
Come per magia la Memoria potrà essere recuperata, quasi sempre attraverso il recupero di singoli dettagli, di particolare minori, magari nascosti in un’opera d’arte, o celati in un simbolo che parla linguaggi dimenticati… E così antiche conoscenze che credevamo perdute riemergeranno tornando a far parte della memoria collettiva, della tradizione, delle radici da cui proveniamo…

Se poi riusciremo nell’arduo intento di riappropriarci delle nostre più profonde e autentiche radici, credo che sorgerà in noi spontaneo il desiderio di condividere tali conoscenze ritrovate, con apertura e senza paura, poiché come recita una saggia sentenza: “Ciò che trattieni è perso per sempre , ciò che dai è tuo per sempre“.

Antonella Bazzoli