Sulle tracce di san Bevignate

ott 9th, 2018 | scritto da | inserito in Apocalypsis, la Croce e la Spada, Reportage, Scoperte di Evus

particolare di una scena affrescata nella chiesa perugina di San Bevignate

San Bevignate è il leggendario eremita, da sempre venerato come santo dal popolo perugino, nonostante in realtà non sia stato mai canonizzato.
Intorno al 1260 la nuova chiesa intitolata a San Bevignate fu costruita per volere del potente ordine cavalleresco templare di Perugia.
Purtroppo non abbiamo molte notizie certe di Bevignate.
Sconosciuta è persino l’epoca in cui l’eremita sarebbe vissuto a Perugia.
Alcuni lo collocano nel V o VI secolo, altri tra il XII e il XIII secolo,  ritenendo sia stato lui stesso  un monaco appartenuto all’ordine dei templari .
Incuriosita dall’alone di mistero che avvolge questa enigmatica figura, diversi anni fa decisi di mettermi sulle sue tracce, nella speranza di scoprire qualcosa di più sul suo conto.
Mi domandavo se il culto locale per san Bevignate fosse rimasto circoscritto al territorio di Perugia, o se invece  si fosse diffuso, attraverso le antiche vie di pellegrinaggio, anche oltre i confini del contado del comune guelfo.
Cominciai la mia indagine prendendo in esame le vicende costruttive della chiesa perugina di  San Bevignate: un edificio della metà del XIII secolo, a navata unica, sorto extra moenia ad est di Perugia, e decorato intorno agli anni ’70 con cicli di affreschi di grande interesse storico ed artistico.
Considerata tra le più importanti testimonianze architettoniche e pittoriche della storia dell’ ordine dei Templari, la chiesa di San Bevignate fu costruita al posto di un’antico sacello – già intitolato a San Girolamo – documentato tra i possedimenti della ricca e vasta domus templare perugina.
Presso quell’antico oratorio, un tempo circondato dal silenzio e dalla natura selvaggia, Bevignate avrebbe iniziato a vivere in solitudine diventando famoso per i suoi miracoli, fino da esssere venerato dai Perugini come protettore, al pari dei tre santi patroni della città, Lorenzo, Ercolano e Costanzo.

al 4 di ottobre, una nota obituaria aggiunta da un monaco templare, ricorda la data di morte di San Francesco d’Assisi

La mia ricerca mi portò in seguito a Modena, lungo la via Francigena, dove presso l’Archivio Capitolare del duomo ho potuto sfogliare (grazie alla gentilezza e alla disponibilità di don Guido Vigarani) un antico codice liturgico risalente al XII secolo, dal significativo titolo Missale vetus ad usum templariorum.
L’antico manoscritto dimostra a mio avviso che l’eremita perugino fu venerato come un santo nell’ ambiente templare e che il suo culto era diffuso anche oltre i confini del territorio di Perugia!
Certo è che il manoscritto veniva utilizzato a scopo liturgico in un monastero templare di una delle vie di pellegrinaggio più frequentate d’Europa, la via Francigena, dove è facile immaginare il transito di migliaia di monaci e pellegrini.

Dall’analisi testuale del documento, gli studiosi hanno potuto stabilire l’appartenenza del codice liturgico di Modena all’area dell’Italia del nord.
Non è certo tuttavia da quale domus templare provenga il manoscritto: secondo alcuni sarebbe stato redatto in uno scriptorium di Modena, mentre per altri proverrebbe da Reggio Emilia, e per altri ancora sarebbe appartenuto alla domus di Piacenza di S. Maria del Tempio, una tra le più importanti fondazioni templari dell’Italia nord occidentale, situata lungo la via Francigena.

Costituito da duecentoventuno fogli di pergamena, il messale di Modena è introdotto da un interessantissimo calendario liturgico, formato da sette pagine in cui furono aggiunte a mano alcune note obituarie, ovviamente in tempi successivi a quelli della stesura del codice.

affresco dalla chiesa di San Bevignate a Perugia: nonostante la mancata canonizzazione, Bevignate è raffigurato con il nimbo

Particolarmente emozionante è stato vedere con i miei occhi che, in corrispondenza delle rispettive ricorrenze funebri del calendario liturgico, sono annotati nel calendario liturgico i nomi di tredici Gran Maestri dell’Ordine Templare, dal primo fondatore Ugo de Payns fino a Guglielmo De Chartres.
Non meno interessante è stato trovare anche il nome di Pietro da Monte Cucco, che sappiamo essere stato rettore della domus di Modena, e che nel calendario è annotato in corrispondenza del giorno 17 di maggio.
In corrispondenza del 14 di giugno vi è un’altra interessantissima nota obituaria in cui si legge chiaramente: “obiit venerabilis Philippus Rex Francie“, con ovvio riferimento alla data di morte del re di Francia Filippo II Augusto!

Ma l’emozione più grande è arrivata quando ho letto la nota obituaria che registra il decesso di san Bevignate in corrispondenza del 12 di maggio. Fu aggiunta da un monaco amanuense, in corrispondenza del giorno in cui il calendario liturgico ricorda tradizionalmente i santi Nereo, Achilleo e Pancrazio.
Il nome di san Bevignate fu annotato con scrittura gotica corsiva e risale al XIII secolo, come pure le note che registrano le ricorrenze funebri di san Francesco d’Assisi (annotato in corrispondenza del 4 di ottobre) e dell’ arcivescono di Canterbury Tommaso Becket, assassinato  il 29 dicembre del 1170 e canonizzato tre anni dopo.

Al 12 di maggio si legge il nome di San Bevignate. Al 16 di maggio il nome del templare Pietro da Monte Cucco.

Chi può essere stato il personaggio che registrò san Bevignate nel calendario liturgico templare?
Ad aggiungere il suo nome nel manoscritto potrebbe essere stato un monaco della magione piacentina, o forse un amanuense di quella modenese, ma non si può escludere che sia stato un monaco templare proveniente da Perugia, o forse da Assisi,  il quale per qualche ragione potrebbe essersi trasferito nella domus del nord Italia in cui il codice fu poi utilizzato nel XIII secolo.
Di certo si sa che ben dieci mani diverse si alternarono negli anni, aggiungendo via via nuove note obituarie al codice manoscritto.
L’analisi ortografica sembrerebbe inoltre confermare che il nome di Bevignate fu trascritto dalla stessa mano che annotò pure, al 4 di ottobre, il nome di san Francesco d’ Assisi.
Il che ci fornisce un’ utile indicazione sulla datazione della nota obituaria, verosimilmente non inserita prima del 1226, anno di morte del frate di Assisi, la cui canonizzazione ebbe luogo nel luglio del 1228.

San Bevignate benedicente, affrescato nella chiesa templare di Perugia

Sembra dunque confermato che Bevignate, conosciuto anche al di fuori dei confini del contado perugino, sia stato venerato come un santo dai Templari.
Lo dimostrerebbe non solo il fatto che il suo nome risulta annotato accanto ad eminenti personaggi come i Gran Maestri dell’Ordine cavalleresco, e come il re di Francia, ma anche il fatto che nella domus da cui proverrebbe il messale, era un tempo conservata anche una reliquia di san Bevignate!
Accanto al suo nome, infatti, si nota chiaramente una rasura, in corrispondenza della quale precedentemente era scritto: “Hic est reliquie“.
Forse si trattava di un frammento osseo dell’eremita perugino, in ogni caso di una reliquia a lui appartenuta, verosimilmente trasferita da Perugia nello stesso monastero templare in cui era anche conservato il manoscritto.

E’ facile immaginare come la reliquia di san Bevignate sia divenuta oggetto di venerazione da parte dei tanti pellegrini che transitavano lungo la trafficatissima via Francigena.
Quanto alla successiva rasura, si può supporre che la preziosa reliquia sia stata successivamente trafugata, o che – più semplicemente – sia stata trasferita in un altro monastero, inducendo di conseguenza i fruitori del messale a cancellare dalla pergamena la notizia non più veritiera riguardante la presenza della reliquia.
Sono ancora molti i misteri da svelare. La ricerca sulla vita e sul culto di san Bevignate è solo cominciata, e la mia speranza è che grazie alla rete sia possibile dar vita ad uno scambio di informazioni, utili a ricostruire le vicende agiografiche dell’ eremita di Perugia, la cui canonizzazione fu stranamente sempre rifiutata dalla Santa Sede, nonostante le numerose e continue richieste che i Templari e le autorità del Comune guelfo di Perugia formularono in tal senso.

Antonella Bazzoli – 13/10/2007 (ultimo aggiornamento maggio 2020)

Per approfondimenti:

Missale Vetus ad Usum Templariorum di Cristina Dondi, in Aevum, Rassegna di scienze storiche linguistiche e filologiche, Anno LXVIII maggio-agosto 1994.

Templari e ospitalieri in Italia. La chiesa di S. Bevignate a Perugia, a cura di M. Roncetti, P. Scarpellini, F. Tommasi, Milano, Electa/Editori Umbri Associati, 1987.

Bevignate il santo di templari e flagellanti” di A. Bazzoli, in  www.evus.it

Il mistero della canonizzazione negata” di A. Bazzoli, in www.evus.it

La chiesa templare che sorse nel bosco sacro” di A.Bazzoli, in www.evus.it

Il Templare e il flagellante di A. Bazzoli in Fuaié n. 6 Giugno 2005

Anche un re tra i cavalieri del tempio. Articolo di A. Bazzoli in La Provincia (Corriere dell’Umbria) 29 gennaio 2005

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