Bevignate, il santo di templari e flagellanti

Jun 30th, 2010 | scritto da Antonella Bazzoli | inserito in Ritratto, la Croce e la Spada

flagellanti affrescati nella chiesa templare di San Bevignate

Anche se non si hanno prove certe della sua esistenza, la tradizione vuole che Bevignate sia vissuto da eremita a Perugia in epoca imprecisata. André Vauchez lo definiva “il santo misterioso di Perugia” e anche Ugolino Nicolini parlava di “oscurità totale che avvolge la sua vicenda”.
Nicolò Del Re scrisse a proposito: “Nulla di certo si conosce della sua vita …. Alcuni lo pongono alla fine del secolo V, altri tra il XII e il XIII”.
Non attendibile, ma ugualmente suggestiva, è la leggenda che lo vorrebbe giunto dalla Germania, sotto Teodorico re dei Goti, in compagnia di sei altri suoi fratelli tra cui Ercolano, il vescovo di Perugia divenuto poi santo patrono della città. E’ quanto riferisce lo Iacobilli, autore dell’opera agiografica Vite de’ Santi e Beati dell’Umbria, secondo il quale Bevignate abbandonò il mondo per entrare in “un monastero di monaci che portavano tonaca di panno di lana bianca e la cintura di cordame turchino… poi andò a fare vita solitaria in una selva appresso Perugia ove visse molti anni in aspra penitenza e si esercitò nell’orazione e nelle divine contemplazioni”.
Tra i suoi miracoli ci fu quello delle olive e del grano, che l’eremita fece maturare prima del tempo per sfamare dei poveri giunti a fargli visita. E quello dei due innocenti condannati a morte, che furono liberati dopo essersi raccomandati al santo. E ancora quello di un bambino, resuscitato dopo essere stato ucciso da un lupo. A quest’ultimo miracolo potrebbe riferirsi anche un interessante affresco tardo medievale, conservato all’interno della chiesa templale di Perugia.

Riguardo al giorno in cui il santo morì, Ettore Ricci riporta: “la tradizione costante vuole che, nato negli ultimi anni del V secolo, morisse il 14 maggio del 520.” Che la festa del santo si sia tenuta nel mese di maggio lo apprendiamo anche dallo statuto comunale di Perugia del 1342 (IV, Rubr. 80, 80.1).
Ma rispetto alla tradizione locale, notiamo due giorni di scarto rispetto alla data del 12 maggio, riportata nel calendario liturgico medievale che introduce il  codice manoscritto di Modena ad uso dei  monaci templari.

Ed ecco che interviene un altro evento curioso e alquanto insolito, che potrebbe confermare la veridicità della nota obituaria del codice di Modena secondo cui Bevignate sarebbe morto il 12 anziché il 14 di maggio. Nel 1260, anno in cui si avviava a conclusione la costruzione della chiesa, il podestà di Perugia concesse un periodo di “ferie straordinarie” che prevedeva la sospensione di tutte le attività lavorative per la durata di 15 giorni. Tali festeggiamenti ebbero luogo dal 4 al 19 di maggio, il che significa 7 giorni prima e 7 giorni dopo la data del 12. Che si tratti solo di una coincidenza?

ritratto di flagellante affrescato in San Bevignate

La concessione delle ferie perugine si lega a San Bevignate anche tramite un altro personaggio, Fra’ Raniero Fasani, fondatore del movimento dei Flagellanti. Così ce ne parla lo storico Bonazzi: “Passava allora la vita in religiosa penitenza, presso al tempio suburbano di san Bevignate, il romito fra’ Raniero Fasani. A costui apparve in visione san Bevignate, un altro santo perugino, ingiungendogli di render pubblica quella penitenza che occultamente faceva; e lo stesso desiderio potrebbe avergli espresso il comune, attesa la venerazione che aveva pel suo santo concittadino”. Sappiamo che nel 1260 Fasani chiese al Comune una proroga delle ferie e dei festeggiamenti, ottenendola fino al 30 di maggio. Solo cinque giorni dopo, il Comune inviò alla Santa Sede la prima richiesta di canonizzazione di Bevignate.

Tutti questi fatti s’intrecciano e mostrano l’esistenza di stretti rapporti tra Flagellanti e Templari, ipotesi confermata anche dalla scena affrescata nell’abside, dove alcuni penitenti sono rappresentati a torso nudo, nell’atto di fustigarsi pubblicamente, sotto ad un grandioso giudizio universale.

La venerazione dei perugini per Bevignate rimase immutata nei secoli. Di certo fino al diciassettesimo secolo, come conferma la fastosa e spettacolare processione che si tenne a Perugia il 17 maggio del 1609, in occasione della traslazione dei corpi di sant’Ercolano, san Pietro Vincioli e dello stesso san Bevignate.

Antonella Bazzoli - 13/10/2007

Da leggere:

Templari e ospitalieri in Italia. La chiesa di S. Bevignate a Perugia, a cura di M. Roncetti, P. Scarpellini, F. Tommasi, Milano, Electa/Editori Umbri Associati, 1987.

“Bonvicino e i flagellanti” breve racconto storico di Antonella Bazzoli, www.evus.it

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