La squadra, il martello e lo scalpello

nov 5th, 2019 | scritto da | inserito in Homo faber, Racconti di Evus, Ritratto, Scoperte di Evus

Al secondo pilastro sinistro san Claudio ha in mano uno scalpello

A San Claudio, protettore degli scalpellini, è intitolata la piccola chiesa romanica che s’incontra lungo le pendici del Subasio, appena al di fuori della cinta muraria di età romana che circonda l’abitato di Spello.
Il sito, già frequentatissimo in età precristiana, si trova a pochi metri dall’anfiteatro di età repubblicana e dall’elegante dimora storica di Villa Fidelia, dove anticamente si trovava il Santuario federale della gens umbra, luogo d’incontro per i popoli italici in occasione delle tradizionali feste annuali.

La chiesa di San Claudio, così come oggi la vediamo, fu costruita da abili maestranze nel corso del XII secolo. La facciata è caratterizzata da un bellissimo rosone formato da dodici archetti, disposti ad anello a contenere al centro una croce greca.
Degno di nota è il campanile a vela, a doppio ordine di archi, che si erge al di sopra della facciata.
La posizione privilegiata del santuario, non distante da Foligno, Assisi e Perugia, ne fece presto un’importante meta di pellegrinaggio, oltre che un’area ideale per ospitare fiere e mercati.

Il bellissimo rosone della chiesa romanica di San Claudio a Spello

Il bellissimo rosone della chiesa romanica di San Claudio a Spello

Particolarmente famosa fu la fiera del bestiame, della cui esistenza sono ancora oggi testimoni i resti di due ambienti rettangolari posti ai lati del santuario. Si tratta di ciò che resta dei due ricoveri in muratura costruiti allo scopo di riparare gli animali durante l’importante fiera che qui si svolgeva annualmente.

Osservando la pianura che si estende ai piedi del borgo medievale, è facile immaginare quest’area pianeggiante affollata in occasione delle fiere annuali, tra il via vai dei mercanti e dei compratori, tra il vociare dei contadini, dei monaci, dei cavalieri e delle giovani fanciulle in cerca di marito chiamate localmente “fantelle”.
Curioso scoprire che una “fiera delle fantelle” si tiene ancora oggi a Spello l’8 novembre!

Esiste dunque uno stretto collegamento tra il martire Claudio, patrono di muratori e scalpellini, e la Fiera delle Fantelle di Spello.

la squadra e il martello, simboli di San Claudio

Il legame tra la festa religiosa e l’evento fieristico è confermato infatti , a mio avviso, dalla data della tradizionale fiera, che non certo a caso coincide con la ricorrenza del martirio di san Claudio.
Il giorno 8 corrisponde al sesto giorno prima delle idi di novembre, data in cui si ricorda il martirio di Claudio e dei suoi tre compagni Sinforiano, Nicostrato e Castorio, tutti tagliatori di pietre nelle cave della Pannonia.
Si tratta dei cosiddetti Santi Quattro Coronati, ai quali è intitolata anche la famosa basilica che si trova a Roma sul colle Celio.
La leggenda agiografica narra che l’imperatore in persona avrebbe chiesto agli scalpellini di scolpire una statua di Esculapio, e che di fronte al loro rifiuto li avrebbe lasciati annegare nel fiume, dopo averli fatti chiudere in una cassa di piombo.

di fronte al santuario di san Claudio i resti dell’ anfiteatro di età repubblicana

E’ un vero peccato che questa chiesa di Spello venga aperta al pubblico solo in rare occasioni.
Al suo interno, infatti, si trovano bellissimi affreschi in cui la figura del martire è rappresentata con i suoi tipici attributi: la squadra, il martello o lo scalpello.
Osservando attentamente gli affreschi votivi si scopre che sull’intonaco sono presenti interessanti graffiti, alcuni dei quali lasciati tra XIV e XVI secolo da scalpellini, monaci e pellegrini che passarono in questa chiesa.

nel santuario molti affreschi rappresentano il martire con uno o più strumenti del mestiere: la squadra, il martello o lo scalpello.

Non si tratta di firme di mitomani, ma di interessanti testimonianze del passato, dall’incredibile valore storico e simbolico, che in collaborazione con due amici, studiosi d’arte e di epigrafia, ho cercato di interpretare.
Per ulteriori approfondimenti sull’argomento consiglio di leggere gli articoli di Fratini e Cordella: Un santuario fieristico nello stato dei Baglioni, Graffitomania nella chiesa di San Claudio  nonché un mio ulteriore articolo: La fiera delle fantelle

Ispirata dalla bellezza della chiesa di san Claudio e dagli enigmatici graffiti che si conservano al suo interno, mi sono inoltre divertita a scrivere un breve racconto di fantasia, costruito però su basi storiche. Protagonista è una fanciulla spellana di nome Albina, la quale è innamorata del cavaliere Ruggiero da Cannara. La fantella decide proprio nel giorno della Fiera di San Claudio di lasciare un messaggio criptato, dedicato al suo amato, all’interno della chiesa intitolata al patrono degli scalpellini….
Ecco il link per chi volesse leggere il racconto: L’amore scritto sul muro.

 

di Antonella Bazzoli (novembre 2007)

Bibliografia di riferimento:

M. Sensi “Santuari politici e raduni fieristici. L’esempio di Spello” in “Bollettino storico della città di Foligno” 1989
S. Guiducci e P. Bonacci (a cura di) “La chiesa di San Claudio a Spello”, Dimensione Grafica, Spello, 2005
A. Bazzoli “Martello, squadra e scalpello” Medioevo n.11 anno 13, pp. 95-101

 

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