La chiesa templare nel bosco sacro

ago 13th, 2018 | scritto da | inserito in la Croce e la Spada, Zoom

chiesa templare alle porte di Perugia

Scudo crociato afrrescato all’interno della chiesa di San Giustino d’Arna

Abside di San Giustino d’Arna

La chiesa duecentesca di San Bevignate che si erge a Perugia a guardia del mito dei monaci guerrieri, rappresenta una delle più straordinarie testimonianze di architettura ed arte templare in Europa.
Come evidenziava Pietro Scarpellini, l’edificio ha un aspetto architettonico essenziale ed austero, che lo rende simile ad un forte inespugnabile più che ad un luogo di culto, quasi che una simile architettura abbia voluto evidenziare lo stretto legame tra monachesimo e milizia che caratterizzò l’ordine cavalleresco più famoso dell’Europa medievale.
Edificata ad oriente delle mura cittadine, lungo un antico tracciato che conduceva verso il contado eugubino, la chiesa fu costruita in un sito sacro dalla notte dei tempi dove nell’alto medioevo si trovava un piccolo sacello intitolato a San Girolamo.
Recentemente sono venuti alla luce, proprio al di sotto della pavimentazione della navata, resti di un edificio molto antico le cui vasche hanno fatto ipotizzare la preesistenza di una fullonica, ovvero una sorta di laboratorio artigianale adibito a lavanderia e tintoria.
Quest’ area boschiva che si estendeva extra moenia  ad est di Perugia fu molto probabilmente considerata sacra fin dall’antichità, come sembra dimostrare anche il toponimo “Monteluce” con cui è chiamato l’antico quartiere di origine etrusca non distante dalla chiesa di San Bevignate. Tale nome deriverebbe infatti dal termine latino lucus, ad indicare una radura nel bosco sacro dedicata alle divinità,  frequentata dagli antichi Umbri prima e dai Romani poi, la cui radice ritroviamo nell’Appennino del centro Italia anche in altri toponimi, come ad esempio Monteluco di Spoleto, Piediluco di Terni e Luco dei Marsi.
La continuità nella destinazione sacrale e religiosa di questa parte orientale del contado perugino, un tempo ricoperta da verdi boschi e caratterizzata da una natura aspra e selvaggia, è confermata dalle fonti che parlano di sperduti romitori e piccoli oratori sorti qui nel corso del medioevo.
Uno di questi sacelli, frequentato da monaci ed asceti, fu l’oratorio di S.Girolamo, dove i Templari avrebbero in seguito edificato, intorno al 1250,  una nuova chiesa ed un nuovo monastero.
Penitenti ed eremiti trovarono in questi boschi l’ambiente ideale per vivere in solitudine e in penitenza. Lo stesso Bevignate, il misterioso eremita di Perugia al quale la chiesa templare è intitolata, scelse di vivere e morire in questa tebaide medievale, costruendovi probabilmente la prima cappella intitolata a san Girolamo.
Del primitivo oratorio purtroppo non rimane traccia, ma da una lettera di Innocenzo IV, che fa riferimento ad una “domus militie templi sanctorum Iustini e Ieronimi“, si evince che la cappella di San Girolamo apparteneva, insieme a San Giustino d’Arna, alla vasta precettoria templare di Perugia i cui possedimenti si estendevano per centinaia di ettari fino ai lontani centri di Villa Sant’Apollinare (come un tempo si chiamava l’attuale Purello), Sigillo e Costacciaro, situati lungo la Flaminia alle pendici del Monte Cucco.
Merita un accenno anche il primo insediamento templare di Perugia, la domus di San Giustino d’Arna che s’ incontra proseguendo in direzione Gubbio. Questa potente abbazia benedettina possedeva più di trenta chiese e le sue proprietà sarebbero passate ai cavalieri Templari in seguito a una donazione. In genere i possedimenti del Tempio mantenevano i propri nomi originali in caso di subentri o donazioni, e così fu anche per l’abbazia di S. Giustino che conservò il nome quando passò di mano ai  Templari.
Oggi la chiesa (purtroppo quasi sempre chiusa al pubblico) è di proprietà dei Cavalieri di Malta, al tempo noti come Giovanniti e Ospitalieri.
Dopo l’eliminazione dell’ordine templare per volere del re Filippo il Bello, tutti i beni appartenuti ai cavalieri Templari passarono infatti nelle mani dei Giovanniti, inclusi i possedimenti di San Bevignate e di San Giustino d’Arna.

Antonella Bazzoli - 13/10/2008 (aggiornato 13/08/18)

 

Da leggere:

Templari e ospitalieri in Italia. La chiesa di S. Bevignate a Perugia, a cura di M. Roncetti, P. Scarpellini, F. Tommasi, Milano, Electa/Editori Umbri Associati, 1987.

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