Una scultura di Federico II ad Assisi

feb 18th, 2019 | scritto da | inserito in la Croce e la Spada, Scoperte di Evus, Simbolica-mente, Zoom

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Il monumento sepolcrale comunemente noto come «sepolcro di Giovanni di Brienne»,  si trova nel transetto d’ingresso della chiesa inferiore della basilica di San Francesco in Assisi.

Ritenuto da molti studiosi la tomba di uno o più membri della dinastia dei Brienne, il sepolcro sarebbe invece un cenotafio eretto in memoria della figlia di Giovanni, la regina di Gerusalemme Isabella di BrienneLa giovane regina proveniente dalla Siria divenne la seconda moglie dell’imperatore svevo Federico II (si trattò di un matrimonio politico, appoggiato dal pontefice e legato alla politica delle crociate) ma morì purtroppo solo tre anni dopo, nel 1228, dando alla luce l’erede imperiale Corrado IV.

Isabella di Brienne potrebbe essere la figura con la corona sul capo e con le mani incrociate sul ventre, scolpita a figura intera e distesa sul letto funebre. La veste corta sopra le caviglie e i piedi bene in vista hanno fatto tuttavia pensare per lungo tempo che fosse un re e non una regina, dato che tali particolari non si addicono ad un personaggio femminile dell’epoca. Fu Pietro Scalpellini a notare che la veste della donna in origine doveva essere più lunga, e che fu accorciata solo successivamente con uno scalpello, come mostrano i segni ancora evidenti dalle ginocchia in giù.
Un vero giallo insomma, tra smontaggi, spostamenti e manomissioni che il monumento dovette subire.

Il monumento di Assisi è stato attribuito anche ad altri discendenti della dinastia dei Brienne, come a Maria di Brienne, a Philippe de Courtney e persino a  Gualtieri VI di Brienne detto il Duca d’Atene. Dalla vicenda critica emerge insomma una situazione estremamente confusa e per certi versi contraddittoria, un vero e proprio rebus, come lo definiva Pietro Scalpellini nei suoi commenti agli scritti di Fra Ludovico da Pietralunga.  Lo studioso umbro definì infatti il sepolcro di Assisi “uno dei complessi artistici più misteriosi dell’intera basilica … davvero eccezionale, diverso da tutti gli altri, quasi un unicum in tutta l’arte gotica“.

Il fulcro della mia indagine riguarda in particolare un singolo elemento scultore del monumento sepolcrale: l’enigmatica scultura gotica rappresentata  sopra la camera funebre con le gambe accavallate in un’insolita postura e seduta su un sedile sorretto da un leone passante.
Indubbiamente si tratta di un sovrano, come dimostrano le insegne del potere, ma non di Giovanni di Brienne, il quale come è noto morì a più di 80 anni a Costantinopoli. Il personaggio seduto sul leone ha invece sembianze giovanili ed è privo di barba, al contrario di come veniva descritto il suocero di Federico II.

stemma di Giovanni di Brienne

Dopo anni di indagini, fatte attraverso l’analisi iconografica e lo studio comparato delle fonti più antiche e della complessa vicenda critica del monumento, sono giunta alla conclusione che la figura del sovrano seduto sul leone rappresenti l’imperatore Federico II, raffigurato alla maniera del re Davide!
La mia ipotesi è dunque che nella chiesa inferiore di San Francesco vi sia un ritratto dell’imperatore svevo, rappresentato come un novus David, ovvero come colui che fu scelto da Dio per essere il custode della cristianità e il garante di pace e giustizia, in una continuità dinastica che vedeva tutti gli imperatori medievali identificarsi con il biblico re “unto” da Dio.
A supporto di tale lettura iconografica ho trovato naturalmente vari confronti di miniature, affreschi, rilievi e sculture medievali.
Credo anche di essere riuscita a dimostrare in quale posto della chiesa inferiore si trovasse in origine il ritratto dell’imperatore svevo, prima che venisse smontato, spostato e poi rimontato nell’attuale collocazione in fondo alla navata.

I risultati scientifici della mia indagine storica e iconografica sono già stati  presentati pubblicamente ad Assisi il 3 novembre 2018, nel corso del convegno dal titolo “Francesco, Federico II e Frate Elia. Spiritualità, cultura e alchimia“, evento organizzato da EVUS (Eventi per la Valorizzazione dell’Umbria Storica) con il patrocinio del Comune di Assisi.

Oltre agli atti del convegno, che ci auguriamo verranno pubblicati quanto prima, seguirà a breve anche una pubblicazione scientifica della mia scoperta, al momento ancora in fase redazionale.

Vi terremo aggiornati e vi comunicheremo quando le pubblicazioni saranno pronte!

Antonella Bazzoli,  7 novembre 2018 – aggiornato 18 febbraio 2019

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