Una scultura di Federico II ad Assisi

dic 1st, 2018 | scritto da | inserito in la Croce e la Spada, Scoperte di Evus, Simbolica-mente, Zoom

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Il monumento noto come «sepolcro di Giovanni di Brienne»  si trova nel transetto d’ingresso della Chiesa inferiore di San Francesco in Assisi.

Ritenuto dai più la tomba di Giovanni di Brienne, potrebbe trattarsi invece di un cenotafio, eretto ad Assisi in memoria della figlia di Giovanni, la regina di Gerusalemme Isabella di Brienne, i cui resti riposano ad Andria dove Federico la fece seppellire nel 1228.

Isabella era andata in sposa nel 1225 al re di Sicilia ed imperatore svevo Federico II, il quale con questo matrimonio aveva ottenuto la sua terza corona, diventando re di Gerusalemme.
Morta a soli 16 anni nel maggio del 1228, poco dopo la nascita dell’erede imperiale Corrado IV, la giovane regina potrebbe essere la figura che giace sdraiata dietro la cortina aperta da due angeli.
La regina ha le mani incrociate sul ventre, la veste corta sopra le caviglie e i piedi bene in vista, particolari questi ultimi che non si addicono ad un personaggio femminile. Tuttavia, come notava Pietro Scarpellini, la veste fu accorciata successivamente con uno scalpello, e sono ancora evidenti i segni di tale manomissione dalle ginocchia in giù. Anche il letto funebre risulta accorciato. Un vero giallo insomma, che fa pensare a cambiamenti improvvisi, forse legati alla damnatio memoriae che seguì la seconda scomunica dell’imperatore del 1239.

L’enigmatica scultura a figura intera, seduta in trono con la gamba accavallata sopra un leone, non può essere Giovanni di Brienne, il quale morì a più di 80 anni a Costantinopoli. Il personaggio scolpito con la corona sul capo è infatti giovane e privo di barba.

Attraverso l’analisi iconografica, lo studio delle fonti più antiche e l’analisi della complessa vicenda critica del monumento, sono giunta alla conclusione che la figura del sovrano seduto in alto a sinistra rappresenti l’imperatore Federico II, raffigurato alla maniera del biblico re Davide!

Il monumento di Assisi è stato attribuito anche ad altri discendenti della dinastia dei Brienne, da Maria di Brienne a Philippe de Courtnay , fino al cosiddetto Duca d’Atene. Dalla vicenda critica emerge è una situazione estremamente confusa, un vero e proprio rebus, come lo definiva Pietro Scalpellini nei suoi commenti agli scritti di Fra Ludovico da Pietralunga.  Lo studioso umbro così scriveva a proposito del sepolcro di Assisi: “uno dei complessi artistici più misteriosi dell’intera basilica … davvero eccezionale, diverso da tutti gli altri, quasi un unicum in tutta l’arte gotica“.

La mia ipotesi è che la scultura dell’imperatore svevo sia rappresentato iconograficamente come un novus David, il rappresentante di Dio in terra, custode della cristianità e garante della pace e della giustizia, in una continuità dinastica che vedeva gli imperatori medievali identificarsi con il re scelto da Dio nel Vecchio Testamento.
A supporto di tale lettura iconografica ho trovato fonti documentarie, e soprattutto molti confronti, con miniature, affreschi medievali, e persino con rilievi romanici e sculture gotiche.

Tutto ciò è stato da me presentato ad Assisi lo scorso 3 novembre, nel corso del convegno dal titolo “Francesco, Federico II e Frate Elia. Spiritualità, cultura e alchimia” organizzato da EVUS (Eventi per la Valorizzazione dell’Umbria Storica) con il patrocinio del Comune di Assisi.
Seguiranno naturalmente gli atti del convegno, e ci auguriamo anche futuri eventi e/o pubblicazioni, volti alla divulgazione e all’approfondimento di tale scoperta.

Antonella Bazzoli – 7/11/2018

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