Isabella, seconda moglie di Federico II

nov 9th, 2019 | scritto da | inserito in la Croce e la Spada, Scoperte di Evus

maschera in pietra scolpita nel XIII secolo

Nel corso del medioevo le unioni matrimoniali erano spesso architettate per motivi politici, per ragioni di ascesa sociale, o per ottenere vantaggi economici. I presupposti dell’innamoramento, dell’attrazione fisica e del libero consenso tra i novelli sposi, poco avevano a che fare con l’istituzione del matrimonio.
Le nozze erano essenzialmente un utile strumento per creare nuove alleanze tra famiglie e l’ obiettivo principale del contratto matrimoniale era quella di garantire il patrimonio familiare ai figli legittimi.
Ciò valeva in particolare per gli aristocratici, i sovrani e gli imperatori.
Emblematico è il caso di Federico II Hohenstaufen, le cui unioni matrimoniali furono sempre dettate dall’opportunismo politico e dalla ragion di stato.
Papa Innocenzo III, divenuto tutore del sovrano dopo la morte di sua madre Costanza d’Altavilla, fu l’artefice del primo matrimonio tra l’allora quattordicenne Federico II e l’aragonese Costanza, più anziana del giovane sovrano di oltre dieci anni.
Nel 1225, pochi anni dopo essere rimasto vedovo, Federico fu costretto nuovamente ad unirsi in matrimonio. Questa volta la sposa era talmente giovane da sembrare una bambina: il suo nome era Isabella di Brienne ed aveva appena 13 anni.
Le seconde nozze di Federico furono fortemente volute dal papa Onorio III, dal re di Francia Filippo II Augusto e dal Gran Maestro dell’Ordine dei Cavalieri Teutonici Hermann Von Salza. Fu quest’ultimo, amico fidato e consigliere intimo dell’imperatore, a suggerire al pontefice di unire in matrimonio Federico II con la figlia del cavaliere crociato Giovanni di Brienne, reggente del regno latino di Gerusalemme dal 1210, avendo sposato la regina Maria di Monferrato. Dalla loro unione era nata la piccola Isabella che ereditò per via materna la corona gerosolimitana.
Sposando Federico II Isabella passò la reggenza del regno latino di Gerusalemme all’imperatore svevo. Dopo il fallimento della V crociata il regno era ormai ridotto ad un’ esigua fascia costiera, comprendente poco più che Tiro e San Giovanni d’Acri. Tuttavia, nonostante le limitate dimensioni del territorio, la corona di Gerusalemme rappresentava ancora un titolo prestigioso, strategico soprattutto in vista della riconquista della città santa, occupata dai Saraceni dal 1187.
Il pontefice Onorio III fu entusiasta del progetto di nozze tra Federico II e la piccola Isabella: con l’imperatore investito del titolo di re di Gerusalemme gli sembrò finalmente a portata di mano la riconquista dei luoghi santi della cristianità.
Le seconde nozze di Federico II furono dunque determinanti, perché fornirono il presupposto per vincere la VI crociata.
Vittima delle macchinazioni di quattro uomini dallo smisurato potere, Giovanni di Brienne, il re di Francia, il pontefice e il consigliere di Federico II, fu indubbiamente la giovanissima regina Isabella, la quale dovette lasciare la propria terra natia per intraprendere nel 1225 un lungo viaggio via mare. Una prima tappa fu fatta a Tiro, dove Isabella fu incoronata regina di Gerusalemme e ricevette l’omaggio dei nobili siriani.

nozze di Isabella di Brienne e Federico IIQuindi una seconda tappa ebbe luogo nell’isola di Cipro, dove viveva sua zia materna, la regina Alice. Si narra che al momento del commiato la piccola promessa sposa, consapevole di lasciare per sempre la terra che tanto amava, abbia pronunciato tra le lacrime queste parole: “Ti raccomando all’Onnipotente o amata mia Siria che più non rivedrò!” E infatti non avrebbe più rivisto il regno d’ Oriente.
L’unione con Federico fu benedetta il 9 novembre del 1225 nel duomo di Brindisi. Subito dopo le nozze la sposa bambina fu trasferita nel castello di Terracina, dove si dice abbia vissuto da reclusa, circondata soltanto da eunuchi. In realtà si tratta di voci malevole, nate dalla propaganda anti imperiale, poiché risulta invece che la giovane regina abbia seguito il suo consorte almeno in due occasioni pubbliche, la prima quando raggiunse Palermo con Federico e la seconda quando, nell’estate del 1227 , seguì il marito a Brindisi in vista della partenza per la VI crociata.
E fu proprio nel porto pugliese che l’afa di agosto e la mancanza d’ igiene fecero scoppiare una terribile epidemia tra i tanti pellegrini e crociati che lì si erano dati appuntamento: persero la vita moltissimi soldati, tra cui anche il landgravio Ludovico di Thuringia, grande amico e parente dell’imperatore. Lo stesso Federico fu contagiato, e si vide costretto a rimandare la partenza per la Terrasanta.  Fu proprio in seguito alla mancata partenza per la crociata che Federico II ricevette la scomunica papale, non avendo rispettato gli accordi e i termini sottoscritti.
In seguito all’epidemia sappiamo che l’imperatore fece allontanare dal porto di Brindisi la giovane Isabella portandola al sicuro nel vicino castello di Otranto, preoccupato per il suo stato di salute poiché nel frattempo ella era rimasta incinta. Mi piace immaginare Federico II preoccupato per la moglie e per il futuro erede imperiale, il piccolo Corrado IV che sarebbe nato nove mesi dopo, il 29 aprile del 1228.
La giovane regina morì purtroppo pochi giorni dopo il parto, a soli 16 anni d’età.
Corrado IV fu il figlio legittimo che l’imperatore “predilesse e amò su tutti gli altri”. Egli, proprio come suo padre, amò l’arte e la poesia, e in Germania la sua corte fu influenzata dalla ricchezza culturale della scuola poetica siciliana.
konig-conrad-der-jungeCon il piccolo Corrado ancora in fasce e con la moglie appena defunta, Federico II si vide comunque costretto a partire per la VI Crociata, avendo troppo a lungo rimandato la spedizione ed avendo per questo ricevuto la scomunica.
Le sue intenzioni e le sue azioni, una volta giunto in Oriente, presso la corte del Sultano d’Egitto Malik Al-Kamil, furono pacifiche e mirarono a riconquistare Gerusalemme senza l’uso di armi. Egli agì infatti solo attraverso accordi diplomatici, e nel marzo seguente riuscì a concludere uno storico trattato di pace.
Dopo il fallimento della cruenta V crociata (che aveva portato alla perdita definitiva di Damietta a causa dell’intransigenza del cardinale Pelagio), Federico II riottenne Gerusalemme il 17 marzo del 1229 solo grazie alla cordialità e all’amicizia che seppe instaurare con il Sultano. Liberati i luoghi della cristianità e ottenuta una tregua di dieci anni, Federico II si antoincoronò re di Gerusalemme  il 18 marzo del 1229 nella chiesa del Santo Sepolcro, nonostante la scomunica pendesse ancora sul suo capo.
Il potente imperatore svevo dimostrò al mondo che era possibile difendere la fede cristiana e far convivere religioni diverse nel nome di un unico Dio, evitando spargimenti di sangue, devastazioni, soprusi e saccheggi.
Rientrato vincitore dalla Terrasanta egli sbarcò finalmente nel regno di Sicilia nel mese di giugno del 1229, acclamato dalla sua gente, ma trovando le proprie terre occupate dalle truppe papaline, guidate niente meno che dal suocero Giovanni di Brienne!  L’imperatore tuttavia non usò le armi contro i cosiddetti “soldati delle chiavi”, ed agì con cautela e pazienza anche nei confronti del pontefice, forse nell’intento di ottenere la revoca della scomunica, che infatti arrivò nell’estate del 1230, quando Gregorio IX ad Anagni incontrò Federico II e lo chiamò addirittura “diletto figlio della Chiesa”.

Questa avvincente storia, fatta di guerra e di pace, di odio e d’amore, s’ intreccia con un’altra storia, non meno avvincente e a dir poco straordinaria, che ho ripercorso fino a scoprire inaspettati legami tra l’imperatore svevo, frate Elia e san Francesco d’Assisi.

Dopo lunghe e approfondite ricerche, ritengo oggi di poter dimostrare che per volere di Federico II un cenotafio in memoria della giovanissima sposa defunta, la regina Isabella di Brienne, si trovava all’interno della chiesa inferiore di San Francesco ad Assisi.

Anche una scultura dell’imperatore, seduto su un leone in un’insolita e bizzarra postura, si troverebbe nella chiesa inferiore di San Francesco d’Assisi, al di sopra dell’imponente monumento funebre comunemente noto come “tomba di Giovanni di Brienne”.

Ho già presentato i risultati della mia ricerca nel corso del convegno “Francesco, Federico II e frate Elia. Spiritualità, cultura e alchimia” (organizzato da EVUS con il patrocinio del Comune di Assisi lo scorso 3 novembre 2018).
Ne ho parlato nuovamente,  insieme al professore Attilio Bartoli Langeli, nel corso dell’ importante convegno di studi, incentrato sulla figura di frate Elia, organizzato dal “Centro Studi Frate Elia da Cortona“a Cortona il 28 e il 29 giugno u.s.

A breve uscirà la pubblicazione scientifica con i risultati della mia ricerca.

 

Antonella Bazzoli – 9 novembre 2009 (articolo aggiornato il 9 novembre 2019)
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