Il culto micaelico

mag 5th, 2020 | scritto da | inserito in Uncategorized
arcangelo con spada

Michele arcangelo. Affresco medievale dalla cripta di San Ponziano a Spoleto (foto A. Bazzoli)

All’arcangelo Michele sono dedicati alcuni articoli di Evus nel mese di maggio, in occasione della sua tradizionale festa che si celebra l’8.
Come intermediario tra l’uomo e Dio, Michele è l’ angelo del giudizio e della morte: egli riveste il duplice ruolo di psicopompo (pesatore delle anime) e di psicagogo (accompagnatore delle anime a Dio).
In questo sua funzione lo vediamo spesso rappresentato nell’arte con la bilancia in mano, a significare da un lato la giustizia e dall’altro la misericordia divina.
Come non pensare all’antica religione egizia, dove il dio Toth pesava i cuori dei defunti, al cospetto di Osiride, nella cerimonia funebre della psicostasia.

Armato di spada o di lancia, e quasi sempre raffigurato in abiti militari, l’arcangelo Michele è spesso rappresentato nelle opere d’arte anche nell’atto di sconfiggere un mostro. Si tratta di una tradizione  di origine copta, dove l’arcangelo è l’eroe sauroctono, l’uccisore del drago che trionfa sul male e sulle calamità naturali.

papiro, Egyptiam Museum  of Torino

Cerimonia della psicostasia. Papiro dal museo egizio di Torino.

Sappiamo che il  culto micaelico cominciò a svilupparsi a partire dal IV secolo in Oriente, per poi diffondersi capillarmente nell’ Occidente cristiano.
Attraverso un tipico processo sincretico di sovrapposizione cultuale, la devozione per l’arcangelo finì per sostituire i vari culti preesistenti, come quello per il dio Asclepio a Costantinopoli, o quello per Cibele e Attis in Asia Minore, e ancora quello per Ercole guerriero  praticato dai nostri antenati italici.

Ed è proprio il culto dei pastori transumanti per Ercole a spiegare la duplice datazione della festa di San Michele Arcangelo che si tiene  l’8 di maggio e  il 29 di settembre,  date che nella cultura agropastorale da sempre rappresentano  l’ apertura e la chiusura della transumanza.

L’ampia diffusione del culto micaelico nell’ Europa cristiana, e le numerosissime chiese intitolate all’arcangelo in età altomedievale, si spiegano con la molteplicità dei ruoli ricoperti da Mikael, tra cui anche quelli di taumaturgo e  messaggero divino. Ruolo, quest’ultimo, già appartenuto all’ Hermes/Mercurio di tradizione greca e romana…

dipinto in cui l'arcangelo si contende con il demonio le anime dei defunti

Antonella Bazzoli