Una scultura di Federico II ad Assisi?

Un imponente monumento sepolcrale in pietra bianca, caratterizzato da uno stile gotico oltremontano, si può ammirare nella basilica di San Francesco di Assisi, in fondo alla navata della chiesa inferiore .
Ritenuto per lungo tempo dalla critica la tomba di un membro della dinastia dei Brienne (alcuni studiosi propendono per Giovanni di Brienne, suocero di Federico II), il monumento funebre non fu sempre dove oggi lo vediamo. La sua attuale posizione deriverebbe infatti da uno spostamento della tomba originale e dalla sua successiva ricomposizione, avvenuti dopo la morte di Federico II.
Gli elementi scultorei che compongono il monumento appartenevano forse ad una tomba preesistente, forse proprio quella della regina di Gerusalemme Isabella di Brienne, la figlia di “re Giovanni” che nel 1225 sposò l’imperatore svevo.
Ripercorrendo la complessa e intricata vicenda critica del monumento funebre di Assisi, emergono vari dubbi e contraddizioni che rendono la questione attributiva e interpretativa, un giallo ancora tutto da chiarire.
Già nel 1982 lo studioso umbro Pietro Scarpellini scriveva che il sepolcro di Assisi rappresenta un vero e proprio “rebus”  , essendo “uno dei complessi artistici più misteriosi dell’intera basilica … davvero eccezionale, diverso da tutti gli altri, quasi un unicum in tutta l’arte gotica“.
Smontaggi, ricomposizioni, e persino manomissioni e depistaggi, avrebbero avuto luogo a partire dal 1253, rendendo oggi tutt’altro che semplice ricostruire la vicenda costruttiva e conservativa del sepolcro originale e degli elementi scultorei che ne erano parte.

Federico II e il Sultano d’Egitto a Gerusalemme nel 1229

Sappiamo che la regina di Gerusalemme Isabella fu raggiunta nell’agosto del 1225 nella lontana terra di Siria, in cui Isabella era nata tredici anni prima, da una flotta imperiale che aveva il compito di scortare la promessa sposa nel porto di Brindisi. Le nozze furono celebrate nel giorno della festa di San Teodoro, il 9 novembre 1225 .
Architettata con fini politici al tempo della V crociata, l’unione matrimoniale tra Federico e Isabella fu caldeggiata dal pontefice Onorio III, che sperava in tal modo di riconquistare più facilmente Gerusalemme e i territori del regno latino d’ Oriente, dopo l’esito fallimentare della crociata guidata da Pelagio e da Giovanni di Brienne.
Attraverso le sue seconde nozze Federico II ottenne così il titolo di reggente del regno latino in Oriente firmando un accordo a San Germano nell’agosto dello stesso anno con cui si impegnava con il pontefice a partire per la nuova crociata entro due anni, ovvero non oltre agosto 1227.
Tuttavia, a causa dell’epidemia scoppiata a Brindisi in quel caldo mese estivo, dove persero la vita migliaia di crociati e pellegrini raccolti nel sovraffollato porto pugliese, l’imperatore non poté rispettare il termine fissato per la partenza, e come previsto dalle clausole dell’accordo fu scomunicato da Gregorio IX che nel frattempo era succeduto a Onorio III sul soglio pontificio.
L’imperatrice Isabella proprio in quel mese rimase incinta, ma sarebbe morta per postumi di parto nei primi giorni di maggio del 1228, solo dieci giorni dopo aver dato alla luce Corrado IV. Rimasto orfano di madre fin dalla nascita, il piccolo Corrado sarebbe stato il figlio più amato da Federico II.
Nel mese di giugno del 1228, solo poche settimane dopo la morte di Isabella, Federico II fu costretto a lasciare il Regno di Sicilia per partire alla crociata, nella speranza di riconquistare Gerusalemme e veder revocata la propria scomunica.
Il sovrano svevo raggiunse il sultano d’Egitto Al-Kamil, con il quale aveva avviato già da tempo intense trattative di pace, e tra i due nacque una bella e profonda amicizia che certamente avrebbe facilitato il raggiungimento dello storico accordo di pace sottoscritto nel febbraio del 1229. Il sultano restituì alla cristianità la Città Santa e altri territori del Regno latino, tra cui Nazareth e Bethlemme, e vi riuscì usando le sole armi della diplomazia ed evitando devastazioni e spargimenti di sangue!


Tornando ad osservare il sepolcro monumentale di Assisi, notiamo un particolare iconografico alquanto bizzarro ed insolito: l’enigmatica figura del sovrano scolpito al suo interno, seduto su un faldistorio e sostenuto da un leone ruggente,  tiene la gamba sinistra accavallata sulla destra, in una postura che a prima vista può sembrare sconveniente e indecorosa.
Da questo dettaglio iconografico è partita, ormai molti anni fa, la mia indagine storica che mi ha infine portata ad identificare questa scultura con l’imperatore Federico II.
La mia ipotesi è che nella chiesa inferiore di San Francesco si conservi un ritratto a figura intera dell’imperatore Hohenstaufen, raffigurato nelle vesti di un novus David, erroneamente identificato da alcuni studiosi con un membro della dinastia dei Brienne. La mancanza di fonti dirette e le molte contraddizioni presenti nella vicenda critica, sarebbero da imputarsi ad una damnatio memoriae avviata dopo la morte di Federico II e di frate Elia.
I risultati della mia ricerca, basata principalmente sull’analisi scientifica di fonti storiche e confronti iconografici, sono stati presentati per la prima volta ad Assisi, il 3 novembre del 2018, nel corso del convegno dal titolo “Francesco, Federico II e Frate Elia. Spiritualità, cultura e alchimia“, organizzato da EVUS (Eventi per la Valorizzazione dell’Umbria Storica) con il patrocinio del Comune di Assisi.

Nel corso di un successivo importante convegno, organizzato dal “Centro Studi Frate Elia da Cortona” con il titolo “Il generalato di Frate Elia da Cortona. Le premesse (1221-1232)“, la mia ipotesi è stata nuovamente illustrata al pubblico, il 29 giugno 2019, insieme al professore Attilio Bartoli Langeli. Titolo della relazione: “Federico II nella chiesa inferiore di S.Francesco ad Assisi“.
L’ indagine non si è fermata ed è proseguita fino ad oggi, lasciando emergere nuovi e sorprendenti elementi a sostegno della mia ipotesi. I risultati di questo lungo lavoro di ricerca, che mi ha impegnata pressoché quotidianamente negli ultimi due anni, è attualmente in fase di redazione e mi auguro di portare a compimento il relativo progetto editoriale entro la fine di quest’anno.

Vi terrò aggiornati!

Antonella Bazzoli, 18 maggio 2021