Una scultura di Federico II ad Assisi?

Un imponente monumento sepolcrale in pietra bianca, caratterizzato da stile gotico “oltremontano”, si può ammirare nella basilica di San Francesco di Assisi, lungo la parete orientale della chiesa inferiore .
Ritenuto negli ultimi due secoli la tomba di un membro della dinastia dei Brienne (alcuni critici propendono per Giovanni di Brienne, il suocero di Federico II), il monumento funebre è in realtà ancora avvolto da mistero.
Innanzi tutto è certo che il sepolcro non si trovava in origine dove oggi lo vediamo. La sua attuale posizione risalirebbe ad un probabile smontaggio e spostamento della tomba originale, e alla sua successiva ricomposizione nelle attuali forme, interventi che avrebbero avuto luogo dopo il 1253.
Gli elementi scultorei che compongono il monumento appartenevano verosimilmente ad una, o forse a più tombe preesistenti, come nel 1982 sosteneva il critico d’arte umbro Pietro Scarpellini, che definiva il sepolcro di Assisi un vero e proprio “rebus” , “…uno dei complessi artistici più misteriosi dell’intera basilica … davvero eccezionale, diverso da tutti gli altri, quasi un unicum in tutta l’arte gotica“.
Scarpellini non escludeva un collegamento tra il monumento attuale ed il sepolcro della regina di Gerusalemme Isabella di Brienne (la figlia di Giovanni di Brienne che nel 1225 andò in sposa all’imperatore Federico II), una cui tomba si trovava nella chiesa inferiore di san Francesco, come testimoniano varie fonti e manoscritti cinquecenteschi.
Ripercorrendo la complessa e intricata vicenda critica di questo misterioso sepolcro gotico, emergono vari dubbi e non poche contraddizioni, che rendono la questione attributiva un “giallo” ancora tutto da chiarire.
Smontaggi, ricomposizioni e persino manomissioni del monumento, ebbero luogo a partire dal 1253, con il risultato che oggi è tutt’altro che semplice provare a ricostruire la storia del sepolcro originale, e le vicende costruttive e conservative degli elementi scultorei che ne fanno parte.

Miniatura che rappresenta Federico II e il Sultano d’Egitto a Gerusalemme nel 1229 

Per provare a comprendere come mai un sepolcro che avrebbe a che fare con la seconda moglie di Federico II possa trovarsi nella chiesa-tomba di san Francesco, occorre tornare al tempo della V crociata, quella che nel 1219 vide nel regno latino la presenza di frate Elia e di san Francesco, ospitato per molti giorni alla corte del sultano Al -Kamil.
Alcuni anni dopo, nell’agosto del 1225, una flotta imperiale fu inviata in Siria da Federico II, per scortare la regina Isabella di Brienne nel porto di Brindisi. La giovane, nata tredici anni prima da
Maria di Monferrato (che morendo di parto le lasciò in eredità il titolo di regina di Gerusalemme),  era stata promessa all’imperatore svevo e le nozze imperiali furono celebratenella cattedrale di Brindisi nel giorno della festa di San Teodoro, il 9 novembre 1225. Architettata per fini politici al tempo della V crociata, l’unione tra Federico e Isabella fu appoggiata dal pontefice Onorio III, il quale sperava in tal modo di riconquistare più facilmente il Santo Sepolcro e gli altri territori del regno latino, tornati in mano dei Saraceni dopo l’esito fallimentare delle battaglie guidate dal cardinale Pelagio e dal reggente di Gerusalemme, il bellicoso e anziano re Giovanni, padre di Isabella di Brienne.
Attraverso le sue nozze con Isabella, Federico II ottenne l’ambita corona di Gerusalemme e in cambio sottoscrisse a San Germano un accordo con il pontefice, con cui s’ impegnava a partire per la crociata entro due anni, ovvero non oltre il mese di agosto del 1227.
Tuttavia, a causa di una terribile epidemia scoppiata in quel mese estivo nel porto di Brindisi, l’esercito crociato non poté partire e migliaia di soldati e pellegrini morirono a Brindisi mentre lo stesso imperatore fu contagiato, e non riuscì a rispettare il termine fissato nell’accordo. Come previsto dalle clausole firmate a San Germano, l’imperatore fu scomunicato per la fallita partenza da papa Gregorio IX, il quale nel frattempo era succeduto sul soglio pontificio al defunto Onorio III.
In quella stessa estate l’imperatrice Isabella rimase incinta, ma purtroppo sarebbe morta di parto nel maggio del 1228, solo dieci giorni dopo aver dato alla luce l’erede imperiale Corrado IV Hohenstaufen. Rimasto orfano di madre fin dalla nascita, il futuro re di Gerusalemme fu il figlio che Federico II amò più di ogni altro.
Con l’intenzione di rispettare il suo voto di crociato, e con la speranza di vedere revocata la propria scomunica, nel giugno del 1228 Federico II lasciò infine il Regno di Sicilia, e si imbarcò con la propria flotta dirigendosi verso il Regno latino d’Oriente. 
Il sovrano raggiunse in quell’estate il sultano Al-Kamil, lo stesso che nove anni prima era diventato amico di san Francesco. Tra Federico II e Al-Kamil le trattative di pace si protrassero per alcuni mesi e tra i due sovrani “illuminati” nacque una profonda e duratura amicizia.
Nel febbraio del 1229 fu finalmente raggiunto uno storico accordo di pace che prevedeva anche una tregua d’armi di dieci anni tra Franchi e Saraceni. Il Sultano d’Egitto restituì ai Cristiani Gerusalemme e il santo Sepolcro, oltre a Nazareth, Bethlemme e ad altri territori occupati dai Saraceni. L’accordo di pace fu raggiunto solo attraverso la diplomazia e la cordialità. Federico II ne uscì vincitore senza dover usare le armi. Fu questa l’unica crociata vinta senza assedi e devastazioni, senza saccheggi e spargimenti di sangue!


Tornando al sepolcro monumentale che si conserva nella chiesa inferiore di Assisi, in particolare alla scultura del sovrano al suo interno, seduto in un’ insolita posizione sopra un leone ruggente, si nota un dettaglio iconografico alquanto bizzarro: l’enigmatica figura del re, seduto in trono sopra il leone, tiene la gamba sinistra accavallata sulla destra in una postura scomposta e innaturale.
Da questo curioso particolare iconografico partì circa dieci anni fa la mia indagine, i cui risultati scientifici mi hanno portata ad ipotizzare che ad Assisi vi sia un ritratto a figura intera dell’imperatore Federico II.
La mia ipotesi è che nella chiesa inferiore di San Francesco l’imperatore Hohenstaufen sia stato scolpito con le sue insegne di potere, nelle vesti di un novus David, il Re di Gerusalemme scelto e “unto” da Dio, e che la sua scultura sia diventata, in seguito alla sua seconda scomunica del 1239 e alla sua definitiva deposizione da parte di Innocenzo IV, oggetto di damnatio memoriae.
La mancanza di fonti dirette rende ancora oggi assai complesso ricostruire la questione attributiva, ed è probabile è che le molte incertezze e contraddizioni riguardanti il monumento derivino proprio dalla damnatio memoriae avviata dopo il 1253, cioè dopo la morte di Federico II e di frate Elia.
I risultati della mia lunga e approfondita ricerca, basata sull’analisi scientifica delle fonti storiche e sui numerosi confronti iconografici che ho trovato, sono stati presentati per la prima volta ad Assisi il 3 novembre 2018, nel corso del convegno organizzato da EVUS (Eventi per la Valorizzazione dell’Umbria Storica) con il patrocinio del Comune di Assisi, dal titolo “Francesco, Federico II e Frate Elia. Spiritualità, cultura e alchimia“.
Nel corso di un convegno organizzato dal “Centro Studi Frate Elia da Cortona“, dal titolo “Il generalato di Frate Elia da Cortona. Le premesse (1221-1232)“, la mia ipotesi sul monumento funebre di Assisi è stata nuovamente presentata al pubblico, il 29 giugno 2019, insieme al professore Attilio Bartoli Langeli. 
La mia indagine non si è fermata con le due relazioni presentate ai convegni di studio di Assisi e di Cortona, ma è invece proseguita fino ad oggi, lasciando emergere nuovi elementi a sostegno della mia ipotesi. I risultati di questo lavoro di ricerca, che mi sta impegnando pressoché quotidianamente da alcuni anni, è al momento in fase di redazione, e mi auguro di riuscire a pubblicarlo al più presto.

Antonella Bazzoli, 23 luglio 2021